lunedì 12 settembre 2011

Rotta a Zig - Zag

Lo so benissimo, " Rotta a Zig-Zag, incontri con i naviganti degli oceani" è uscito da ormai due anni, sembrerebbe un poco tardi per aprire un Blog adesso!
Però, "non è mai troppo tardi" e poi l'idea mi è venuta solo ora!
Per rendere la lettura più attuale metterò una pagina con alcuni dei commenti che tanti amici e lettori mi hanno inviato (naturalmente se volete potete inserirne altri anche qui!), ed un'altra con le foto che non sono presenti nel libro.




Prefazione
di
Simone Perotti

Se Luigi avesse scritto un altro di quei libri sul giro del mondo fatto da velisti appassionati, giuro che non avrei accettato di scrivere la prefazione. Con tutto il bene che gli voglio. Francamente, non ne posso più di questi appassionati diari di bordo con relativa descrizione della burraschetta (dura ma superabile) e con resoconto dell’emozione improvvisa per la manta che nuota a fianco allo scafo o dello stupore per la cortesia degli isolani di qualche atollo sperduto. La letteratura di mare italiana ha mancato il suo appuntamento con la storia per secoli e oggi ci piomba addosso con la sua onda anomala di storie diaristiche, minime, che hanno su di me soprattutto l’effetto di farmi sembrare il mondo (il mare) affollato e meno appassionante.
Scrivo questa prefazione perché Luigi è riuscito nell’intento (che ritenevo impossibile) di scrivere un libro di mare in cui i protagonisti sono gli incontri. Anzi, lui glissa volontariamente su burrasche, secche, scogli e quant’altro capita a un marinaio che naviga sul serio. Lo fa per precisa scelta, dimostrando di essere un architetto, un marinaio ma anche un ottimo comunicatore, che soggiace (mentre molti dimenticano di farlo) alla regola base della comunicazione non letteraria: cosa posso scrivere che qualcuno abbia interesse a leggere? Cosa mi è capitato che, descrivendolo, non sia qualcosa di già visto, letto, stra letto? E lo fa molto bene…
Luigi e Silvia sono partiti per il loro giro alla chetichella. Nessun proclama, nessun manifesto di cambiamento del ritmo di vita, nessuna ideologia. Liberi come sono, hanno mollato gli ormeggi e via. Vivono solitari, come capita a chi viaggia per mare, ma non sono isolati. Forse lo erano di più quando vivevano sulla bella isola di Pantelleria. Sono persone che amano la gente, che incontrano volentieri gli altri, che amano ascoltare e parlare. Nel loro viaggio non c’è alcuna fuga, piuttosto avvicinamento. A cosa? Lo sanno loro, o forse neppure loro. Ma nel frattempo c’è l’avventura.
Questa avventura la apprendiamo dai racconti, la leggiamo filtrata dai loro incontri, ed è molto interessante anche per noi. Il libro che state per leggere non vi farà paura per le descrizioni del mare tempestoso, e non vi aizzerà verso radicali scelte di vita alla volta di paradisi tropicali dove la vita è ritenuta felice (e dove fatalmente le cose sono assai diverse da come ognuno le immagina). Piuttosto dimostra come la vita, che la si percorra in macchina, in barca o a piedi, è soprattutto una grande esperienza umana, gravida di circostanze, occasioni, e popolata da gente diversa come neppure immaginiamo. Persone semplici, oppure sofisticate, avventurieri sabbatici o uomini e donne libere, che prendono la realtà ognuno a suo modo e così facendo ci danno una grande speranza: possiamo scegliere.
Guardate, non è cosa da poco. Il mondo sulla terraferma tende a massificare l’estetica e la filosofia, il progetto e la sua soluzione. Il mare invece è assai più grande, vi circola assai meno gente, ed è forse per questo che resta ancora un paradiso per gli uomini che vogliono vivere a modo loro, con i propri mezzi, la propria tenuta psicologica, le proprie soluzioni personalizzate. Ed eccole qui, in questo libro, le loro storie, che Luigi e Silvia condividono per brevi tratti, senza alcuna tentazione di cambiare il proprio stato di viaggiatori solitari ma senza alcuna timidezza a condividere con altri la rotta, almeno per qualche miglio.
Ne nasce un repertorio di facce che fa impallidire lo statico e freddo facebook. Profili di gente non descritta in quanto tale, ma attraverso gli incontri, l’alchimia dei momenti e delle circostanze, a cui vento, onde e carte nautiche hanno il compito di fare da cornice come in un quadro di Renato Schifani, cioè senza soluzione di continuità, senza separazione, in un tutt’uno inscindibile, da studiare, osservare, godere.
Consiglierei questo libro a chi viaggia per mare, per correggere la diffusa tendenza a incontrare troppa gente o a isolarsi eccessivamente. Ma ne suggerirei la lettura anche a chi se ne sta sul divano nel salotto di una baita, stufo del mondo, perché dimostra che oggi c’è ancora un modo sano di vivere insieme agli altri: fuggendo i luoghi comuni (nel senso letterale del termine), cercando i posti giusti per sé prima delle persone giuste (e fatalmente incontrandone di più, per affinità), e facendolo insieme a una persona amata con cui istituire un doppio punto geodetico minimo: un’isola abitata da due esseri soltanto. Un’isola che tuttavia non sta ferma, anzi, va in giro per distanze straordinarie, per tutti i mari, senza strade segnate, potendo cambiare rotta come fece Slocum, che decise di fare il giro del mondo e dopo un paio di migliaia di miglia verso est-sudest cambio tutto e accostò di novanta gradi verso lo Stretto di Beagle. Come lui, anche Luigi e Silvia cambiano spesso idea, perché sanno che l’unico modo per incontrare la gente giusta (e per vivere bene) non è cercarla come cani da tartufo, ma cercare per prima cosa di stare bene, in luoghi che ci corrispondano e dove, infatti, troveranno gente che c’è arrivata seguendo un ragionamento affine.
Buona lettura dunque. Grazie a Luigi e Silvia state per incontrare un mucchio di gente per le rotte del mare aperto. Indossate i giubbotti autogonfiabili e toglietevi di dosso l’abitudine alle relazioni di terraferma. Qui, è tutta un’altra storia…

Simone Perotti